Ogni giorno, mentre ci immergiamo nel nostro progetto scolastico inclusivo, non possiamo fare a meno di sentire un misto di orgoglio e inquietudine. Abbiamo visto i bambini ridere, giocare e imparare insieme, ma ogni sorriso è accompagnato da un pensiero: quanto durerà questa bellezza? La distanza che ci separa dalle risorse necessarie e dai supporti logistici è palpabile e crea tensione. Non possiamo ignorare le difficoltà crescenti che ci circondano.
Recentemente, ho ricevuto una chiamata in cui mi veniva chiesto di spiegare il nostro approccio “olistico”. Ho realizzato, però, che questa parola spesso usata in pedagogia può sembrare vuota se non accompagnata da esempi concreti. Le immagini che Maria ha condiviso del nostro progetto parlano da sole: bambini che coltivano piante nel giardino della scuola, che preparano il cibo insieme e che si godono momenti di pura gioia. Ma, in fondo, questo è solo un lato della medaglia. Ogni giorno, ci confrontiamo con l’inevitabile incertezza del futuro.
È con grande preoccupazione che abbiamo preso atto delle sfide imminenti. La nostra auto, strumento vitale per il progetto, si trova in uno stato catastrofico e le riparazioni si prospettano costose e lunghe. La mancanza di aziende disponibili nella zona di Dresda per effettuare i lavori entro la scadenza del 20 giugno ci lascia senza parole. La somma di 3.500 euro per la riparazione non è solo un numero, ma un simbolo del peso che dobbiamo affrontare.
La questione dei materiali per la ristrutturazione del tetto è un’altra preoccupazione costante. Abbiamo bisogno di risorse che non abbiamo e la scadenza si avvicina. Ogni giorno che passa, la nostra ansia aumenta, e il pensiero che i nostri sforzi possano non bastare per garantire un futuro migliore per questi bambini ci attanaglia.
Eppure, non tutto è perduto. Dopo un caffè e una conversazione sincera, abbiamo iniziato a esplorare soluzioni. Abbiamo contattato il consiglio direttivo e chiesto aiuto a persone del nostro network nell’ambito automobilistico. C’è un barlume di speranza, ma la realtà di dover affrontare questi problemi ci fa sentire vulnerabili e tesi.
Il nostro progetto, che esiste da 13 anni, è stato testimone di sfide simili in passato. Ma ogni volta, le soluzioni sono arrivate nei momenti più critici. Speriamo che anche ora, come in passato, le risorse si manifestino quando più ne abbiamo bisogno. Ma questa speranza è accompagnata da un timore costante: e se non dovesse succedere?
La tensione tra ciò che desideriamo e ciò che è realizzabile è palpabile. Ci sono momenti in cui ci sentiamo pieni di orgoglio per i progressi fatti, ma è difficile ignorare l’ombra delle sfide che affrontiamo giorno dopo giorno. Mentre il 24 giugno si avvicina e i lavori sul tetto iniziano, ci chiediamo: saremo in grado di sostenere questo progetto e garantire un futuro luminoso per i nostri bambini?
In questo contesto, vi invitiamo a condividere la nostra causa. Ogni piccolo gesto può fare la differenza. La nostra lotta è anche la vostra lotta, e insieme possiamo affrontare le difficoltà.
Wenn ihr mehr wissen möchtet, kontaktiert uns gerne unter:
kontakt@jonathan-ev.de
So könnt ihr helfen:
1. Liked und teilt diesen Beitrag
2. Lasst uns eure Meinung in den Kommentaren wissen
3. Spende per Paypal oder per Banküberweisung:
* Jonathan e.V.
* BIC: DENODED1DKD
* IBAN: DE38 3506 0190 1626 7700 25
* Verwendunszweck: Freie Spende







